Il bambino e l'integrazione sensoriale - Logopedia.com

Il bambino e l'integrazione sensoriale

Il bambino e l'integrazione sensoriale

LFFE0381

Storicamente il primo testo che affronta la processazione sensoriale in modo completo; è il frutto di un lungo lavoro che aveva portato Anna Jean Ayres nel 1960 a coniare il termine “disfunzione dell’integrazione sensoriale”...

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E’ storicamente il primo testo che affronta la processazione sensoriale in modo completo; ed è il frutto di un lungo lavoro che aveva portato Anna Jean Ayres nel 1960 a coniare il termine “disfunzione dell’integrazione sensoriale”.

Ma chi era Jean Ayres? Anna Jean Ayres (1920-1989) terapista occupazionale con un PhD in psicologia dello sviluppo, aveva sempre lavorato presso il Brain Research Institute alla Università di California in Los Angeles. Nel corso delle sue ricerche presso tale istituto coniò il termine di disfunzione dell’integrazione sensoriale per descrivere ciò che considerava alla base dei disturbi di apprendimento di cui si stava occupando e di cui probabilmente lei stessa aveva sofferto da bambina.

Tale termine aveva poi creato nel corso degli anni non poche controversie soprattutto nel momento in cui da tale teoria derivò una tecnica terapeutica tuttora presente nel panorama delle terapie per i disturbi dello sviluppo e denominata ‘Terapia dell’Integrazione Sensoriale (Sensory-Integration Therapy – SIT)’.

Jean Ayres cominciò a usare il termine di Disfunzione dell’Integrazione Sensoriale osservando pazienti che provavano un particolare dolore quando si lavavano i denti o semplicemente si pettinavano; Jean Ayres cominciò allora a notare come fosse peculiare di tali pazienti avere una inefficiente organizzazione delle informazioni sensoriali a livello cerebrale, e che lavorare a questo livello poteva aiutarli ad affrontare meglio o anche a risolvere i loro problemi.

Cominciò così a sostenere che molti bambini vengono erroneamente considerati come affetti da un disturbo emozionale o comportamentale quando invece il loro problema è riconducibile a un disturbo biologico che porta a una inefficiente organizzazione dell’input sensoriale ricevuto dal sistema nervoso.

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